Abbiamo parlato in precedenza dell’importanza della lettura fin dalla più tenera età per lo sviluppo di una relazione solida tra bambino e genitore e di capacità cognitive, affettive, emozionali.

Ma c’è anche qualcos’altro che può favorire lo sviluppo del cervello dei bimbi, fin da dentro l’utero materno, con effetti rilassanti e positivi sullo sviluppo cognitivo e creativo… ed è la musica!

È ormai dimostrato come già dalla gravidanza i piccoli percepiscano (e una volta nati, riconoscano) gli stimoli uditivi dall’esterno e ne traggano beneficio; in particolare, anche se è la madre ad ascoltare musica che le piace, la distende, la mette di buon umore, abbassando in questo modo i propri livelli di stress trasmetterà la sensazione di rilassamento anche al feto nell’utero.

La musica è un linguaggio universale basato su ritmo, melodia, armonia, che coinvolge l’ascolto e l’attenzione e veicola contenuti emotivi anche molto potenti; l’abitudine e l’esposizione all’ascolto della musica fin dalla tenera età può avere ripercussioni positive sullo sviluppo dell’intelligenza linguistica – poiché sviluppa la capacità di decodificare i dati uditivi e affina la memoria uditiva -, della memoria, della creatività, dell’intelligenza emotiva, delle capacità motorie.

Si può affermare che i bambini siano prima esseri musicali che verbali: la musicalità, come competenza innata nel neonato prima che come capacità di suonare uno strumento, è intesa come capacità di ascoltare, capire ed emozionarsi al linguaggio musicale, che viene trasmesso non solo attraverso le note di una melodia ma fin da prima della nascita attraverso la voce degli adulti, con il linguaggio istintuale giocoso, cadenzato e musicale, ricco di contenuti emotivi ed affettivi più che lessicali, tipico della parlata ai neonati.

L’ascolto della musica è importante e benefico, ed anche apprendere a suonare uno strumento fin da piccoli può avere dei vantaggi in termini di memoria, attenzione, linguaggio, abilità spazio-temporali, sociali e perfino matematiche, potenziando le capacità cognitive e creative.

  • Interagire musicalmente fin dai primi anni di vita favorisce lo sviluppo delle abilità di interazione e comunicazione
  • L’esperienza musicale sviluppa l’attenzione, la memoria e il linguaggio
  • Condividere esperienze musicali promuove la socialità
  • Il bambino coinvolto in maniera attiva e positiva in un contesto musicale impara con piacere, crea e inventa ed è motivato all’apprendimento
  • Tra le attività musicali, il canto è particolarmente utile a promuovere lo scambio comunicativo tra genitore e bambino e favorisce la sintonizzazione affettiva nelle prime fasi della vita
  • La musica fatta da bambini è utile durante tutto il corso della vita

È comunque bene iniziare con percorsi ludici e “sensoriali” di scoperta dei suoni e del linguaggio musicale, prima di iniziare all’apprendimento vero e proprio della tecnica di uno strumento, dando il tempo ai bambini di abituarsi e prendere confidenza con diversi strumenti e diverse sonorità e con l’azione musicale, sempre preferibilmente in compagnia dei genitori per favorire e rafforzare anche il legame affettivo e la condivisione dell’esperienza in famiglia.

È importante, soprattutto nella prima infanzia, che la musica resti un divertimento, che segua il desiderio e i tempi dei bambini e non si trasformi in una forzatura (che potrebbe ottenere l’effetto opposto di allontanare dall’ascolto e dalla pratica della musica).

Anche senza suonare uno strumento, la musica può essere presente nella vita quotidiana dei bambini attraverso il canto, come accompagnamento a diversi momenti della giornata (dal bagnetto, ai momenti di gioco, dal riposino del pomeriggio al momento della nanna), evitando che sia un sottofondo banale o costante ma proponendo e ascoltando generi diversi, secondo l’età del bambino anche scegliendoli insieme in base alle sue preferenze, e creando un ambiente famigliare musicalmente ricco e stimolante:

  • Rispettare un’ecologia sonora negli ambienti domestici riducendo per quanto possibile i rumori costanti e invasivi (es. televisione di sottofondo)
  • Valorizzare il canto spontaneo del bambino, le sue capacità di produrre suoni con vari oggetti e il suo movimento in presenza della musica
  • Incoraggiare la sua curiosità spontanea verso gli oggetti e strumenti che producono suoni
  • Mettere a disposizione del bambino e favorire l’esplorazione di una vasta gamma di oggetti (anche d’uso quotidiano) che producono suoni: oggetti che si scuotono, che si battono, che si sfregano
  • Trovare momenti nella giornata (anche brevi) in cui ascoltare la musica e cantare insieme al bambino
  • Evitare che il bambino ascolti solo la musica “per bambini”, e proporre una buona varietà musicale

(Manifesto Nati per la Musica)

“Nati per la Musica” è un comitato che dal 2014 opera affinché chi si occupa della cura e dell’educazione del bambino – insegnanti, operatori sanitari, amministratori e responsabili di programmi educativi ministeriali e attività extrascolastiche – promuova l’uso di buone e precoci pratiche musicali, sia in famiglia sia a scuola.

Sul sito di Nati per la Musica è possibile trovare materiali, articoli, consigli di testi e di ascolto, oltre a un blog e auna pagina facebook per aggiornarsi sugli eventi in tutta Italia.